La chiesa di Santa Maria Maddalena nel centro di La Maddalena

La Maddalena e Caprera: la chiesa di Nelson, la prima battaglia di Napoleone e la casa di Garibaldi

Pubblicato 30 settembre 2026 · Guida indipendente

La maggior parte di chi visita l’arcipelago di La Maddalena viene per le spiagge e le barche, e molti vedono la città solo di sfuggita durante una gita di un giorno. È un peccato. La Maddalena è una cittadina isolana vivace, con una storia del tutto sproporzionata rispetto alle sue dimensioni — qui Napoleone combatté la sua prima battaglia, Nelson tenne la sua flotta nelle sue acque, e Giuseppe Garibaldi, l’eroe dell’unità d’Italia, scelse la vicina Caprera come sua casa. Una giornata a terra, attraversando il ponte-diga fino a Caprera, è il contrappunto perfetto a una giornata in mare.

Questa guida racconta la città di La Maddalena, la sua storia e la sua chiesa, e l’isola di Caprera con la casa di Garibaldi, il Memoriale e le escursioni guidate alle sue cale protette.

La Maddalena in breve

  • La Maddalena conta 10.449 abitanti (2026).
  • Il centro è a soli 2 km dalla costa nord-orientale della Sardegna.
  • La Maddalena si trova a 2 km dalla costa sarda ed è collegata a Caprera da un ponte-diga.
  • I traghetti collegano La Maddalena a Palau, a 40 km da Olbia, e i traghetti partono da Palau dalle 06:30 alle 20:00, all’incirca ogni mezz’ora, con l’orario estivo.

Una città plasmata dal mare e dalla marina

I nomi e le origini

I Romani chiamavano l’isola Ilva, Fussa e Bucina; prese il nome di Santa Maria Magdalena nel XVI secolo. La sua posizione nelle Bocche di Bonifacio, da cui deve passare gran parte del traffico navale, fece dell’arcipelago una posizione militare strategica, e da allora quella posizione ne ha segnato la storia.

La città sabauda

Nel 1767 i sabaudo-piemontesi occuparono l’isola, e da allora crebbe la città attuale.

La prima battaglia di Napoleone

Nel 1793 una spedizione francese di cui faceva parte Napoleone Bonaparte tentò senza successo di conquistare l’isola; fu la sua prima esperienza di combattimento. Il giovane militare che un giorno avrebbe dominato gran parte dell’Europa cominciò qui la sua carriera con una sconfitta.

L’ancoraggio di Nelson

Un decennio dopo, qui arrivarono i britannici. Durante le guerre napoleoniche, Nelson usò l’arcipelago come base per la sua flotta. Lasciò un segno duraturo nella chiesa della città, come vedrai più avanti.

La marina

La Regia Marina vi stabilì una base nel 1887, e la marina resta parte dell’identità della città. Il palazzo dell’Ammiragliato ospita la Scuola Sottufficiali della Marina Militare.

Un prigioniero famoso

Durante la Seconda guerra mondiale, l’isola ospitò per breve tempo uno dei prigionieri più famosi dell’epoca: nel 1943 Mussolini fu tenuto brevemente prigioniero a Villa Webber, dal 7 al 27 agosto.

A piedi per la città

Il centro

Il cuore della vita cittadina è Piazza Umberto I, collegata al porto da Via Garibaldi, fiancheggiata da negozi, ristoranti e bar. Piazza Umberto I un tempo si chiamava Piazza Comando, nome che gli isolani più anziani usano ancora. Dal porto, una passeggiata lungo Via Garibaldi, tra le stradine alle sue spalle e fino al porticciolo di Cala Gavetta, richiede un’oretta senza fatica.

La chiesa di Santa Maria Maddalena

La chiesa principale della città è dedicata alla sua santa patrona.

  • La chiesa di Santa Maria Maddalena, costruita tra la fine del 18° e l’inizio del XIX secolo, conserva doni dell’ammiraglio Horatio Nelson, tra cui un crocifisso e dei candelieri d’argento.
  • La chiesa sorge in una piazza tutta sua, a pochi passi da Cala Gavetta, e fu costruita con l’aiuto degli isolani e della guarnigione sabauda.
  • Sopra il coro c’è una statua lignea di Maria Maddalena del tardo XVIII secolo, proveniente dalla Liguria, e ci sono dipinti attribuiti ad Antonio Cano.
  • La festa della santa patrona è il 22 luglio, e il Museo Diocesano accanto alla chiesa ne custodisce il tesoro.

I doni di Nelson sono un legame straordinario tra questa piccola isola sarda e una delle grandi figure della storia navale europea. All’interno, cerca l’altare maggiore e la statua sopra il coro, poi visita il Museo Diocesano accanto per il resto del tesoro della chiesa. Ricorda che la chiesa è un luogo di culto: vesti in modo rispettoso, parla a bassa voce ed evita di visitarla durante le funzioni. Se sei in città per la festa della patrona, la chiesa è il cuore dei festeggiamenti, e visitarla quel giorno ti fa capire davvero quanto conti ancora per gli isolani.

Il museo navale

Anche il mare intorno all’arcipelago ha restituito i suoi tesori. Nel 1939 un sommozzatore trovò una nave romana del 110 a.C. circa sulla secca di Corsara, a 18 m di profondità; circa 2.000 anfore e ceramiche sono oggi nel museo navale Nino Lamboglia di La Maddalena.

Le spiagge vicino al centro

Per un bagno tra una visita e l’altra, tra le spiagge dell’isola ci sono Bassa Trinità e Spalmatore.

La città e le sue isole

La Maddalena non è solo il nome della città e dell’isola principale: il comune comprende l’intero arcipelago, tra cui Budelli, Caprera, Maddalena, Mortorio, Razzoli, Santa Maria, Santo Stefano, Spargi e molti isolotti minori. In un certo senso, la città è la capitale di un piccolo mondo di isole, e il suo porto è il punto d’incontro delle barche per le isole esterne, dei traghetti per Palau, dei pescherecci e delle navi della marina.

Quando visitare la città

  • L’estate porta i traghetti, le gite in barca e la folla; la città è più vivace la sera, quando i visitatori giornalieri se ne sono andati.
  • Il 22 luglio, festa della santa patrona, è il grande giorno della città.
  • Primavera e autunno sono ideali per Caprera: le camminate sono più fresche e il Compendio più tranquillo, anche se gli orari dei musei cambiano con la stagione.
  • L’inverno è tranquillo: la città torna ai suoi ritmi quotidiani e i traghetti continuano a viaggiare.

Caprera

Come arrivarci

Caprera è collegata a La Maddalena da un ponte-diga, quindi puoi raggiungerla in auto, in scooter o in bicicletta. Per il Memoriale, che è a una certa distanza dal Compendio, un mezzo è indispensabile.

L’isola

Caprera è più verde e più selvaggia di La Maddalena. Caprera ha grandi pinete; secondo la leggenda Garibaldi piantò il primo pino vicino alla sua casa. Caprera ospita una popolazione di capre selvatiche di origine sconosciuta, geneticamente distinte dalle capre sarde, e potresti incontrarle tra i pini.

La natura a Caprera

Caprera fa parte del parco nazionale, e il suo paesaggio mostra perché. Le isole sono coperte di macchia mediterranea: mirto, ginepro, corbezzolo, lentisco, elicriso, erica, ginestra e cisto, e i pini lasciano il posto a promontori di granito sopra un’acqua limpida. Dai punti più alti, la vista spazia su tutto l’arcipelago. Tra gli uccelli marini ci sono la berta maggiore, il gabbiano corso, il gabbiano reale, l’uccello delle tempeste e il marangone dal ciuffo, quindi tieni d’occhio il cielo e il mare mentre esplori.

Prenditi il tuo tempo

È facile visitare Caprera di corsa, vedendo solo il Compendio prima di tornare in città. Concediti invece un’intera mattina o un intero pomeriggio: visita la Casa Bianca, prosegui in auto fino al Memoriale e lascia tempo per una passeggiata tra i pini o per un’escursione guidata a una delle cale protette. L’isola ripaga chi rallenta, e le sue strade tranquille sono un piacere dopo il via vai del porto.

La casa di Garibaldi: il Compendio Garibaldino

La storia

Giuseppe Garibaldi, l’eroe dell’unità d’Italia, fece di Caprera la sua casa. Garibaldi visse al Compendio dal 1856 al 1882; la visita dura circa 45–50 minuti, e devi arrivare 10 minuti prima del tuo turno. Aperto al pubblico nel 1976, il Compendio è il museo più visitato della Sardegna; Garibaldi vi trascorse gli ultimi 25 anni della sua vita e vi morì nel 1882.

La Casa Bianca

Al centro del Compendio c’è la Casa Bianca. La Casa Bianca fu costruita nel 1856–57. La Casa Bianca ha sette stanze comunicanti — ingresso, tre camere da letto, studio, sala da pranzo e cucina — più una stanza aggiunta in seguito, dove Garibaldi riceveva familiari e amici. Gli arredi originali e gli oggetti personali fanno rivivere la sua vita quotidiana, e sua figlia Clelia vi abitò fino alla morte, nel 1959.

La tomba

Garibaldi morì a Caprera il 2 giugno 1882 ed è sepolto nel piccolo cimitero di famiglia accanto alla Casa Bianca; sull’isola si trovano anche il Memoriale, nell’ex forte Arbuticci, e la tomba del suo cavallo Marsala.

La visita

  • Orari e ingressi: il Compendio Garibaldino (la Casa Bianca, il parco e il cimitero) è aperto 08:30–19:30, ultimo ingresso 18:30, con ingressi a orario per un massimo di 20 persone ogni 15 minuti; la prenotazione è vivamente consigliata.
  • Giorno di chiusura: entrambi i musei garibaldini sono chiusi la domenica, e gli orari variano con la stagione.
  • Biglietti: il biglietto per il Compendio costa 8,00 € (ridotto 2,00 €); il biglietto cumulativo con il Memoriale costa 13,00 €.

Il Memoriale Giuseppe Garibaldi

Se il Compendio mostra Garibaldi uomo, il Memoriale racconta la storia di Garibaldi eroe. Il Memoriale Giuseppe Garibaldi, nel forte Arbuticci costruito alla fine del XIX secolo, racconta la sua vita in tredici sezioni in circa 60 minuti; si trova a circa quattro chilometri dal Compendio ed è raggiungibile solo in auto, in moto o in bicicletta. Controlla gli orari stagionali: dal 26 ottobre 2026 il Memoriale apre solo la mattina, 8:30–13:45, ultimo ingresso 13:00.

Il parco nazionale intorno alla città

Appena scendi dal traghetto sei già dentro un’area protetta: la città sorge sull’isola principale di un parco nazionale fatto soprattutto d’acqua. Il parco comprende 5.100 ha di terra e 15.046 ha di mare lungo 180 km di costa, e circa il 78% del parco è mare, che fa parte del santuario per i mammiferi marini. A contarlo in un altro modo, il parco ha 180 km di costa, circa 20.000 ha tra terra e mare e più di 60 isole.

Questo conta anche se visiti solo la terraferma, perché la fauna che scorgi dai sentieri di Caprera o dal lungomare fa parte dello stesso sistema. Nel parco vivono più di 110 specie di vertebrati terrestri e circa 500 specie marine, tra cui la cernia bruna, rigorosamente protetta. La cernia è il pesce che chi fa snorkeling spera di vedere nelle cale limpide; a terra, i pendii rocciosi di Caprera sono il posto giusto per cercare gli uccelli, più che spiagge piene di lettini.

Con la tua barca dalla città

Se noleggi una barca in città per raggiungere la costa di Caprera invece di andarci in auto, le regole del parco valgono per te come per le barche delle escursioni. Chi va in barca ha bisogno di un permesso del parco per navigare, ormeggiare, ancorare o sostare entro 300 m dalla costa; kayak, pedalò e tavole da windsurf sono esenti. Prima di lasciare il porto chiedi al noleggiatore se il permesso è incluso, e tieniti ben lontano dalle zone di protezione integrale intorno alle isole esterne.

Le cale protette di Caprera

La costa di Caprera comprende due delle cale più belle dell’arcipelago. Cala Coticcio e Cala Brigantina, a Caprera, si trovano in zone ad alta protezione e sono raggiungibili a piedi solo con una guida ambientale escursionistica abilitata. Ogni visitatore paga inoltre al parco un contributo ambientale di 3,00 € (esenti i bambini fino a 12 anni), separato dal compenso della guida e non rimborsabile se l’escursione viene annullata. Prenota una guida in anticipo e abbina l’escursione al Compendio per una giornata intera a Caprera.

Le isole viste dal mare

Una giornata in città e a Caprera si abbina bene a una giornata in mare.

Gita in barca di un giorno intero da Palau. Una barca giornaliera da Palau o La Maddalena verso Cala Corsara e Santa Maria, l’acqua cristallina di Cala Coticcio e una sosta nel centro di La Maddalena. Circa 7 ore.

Tour in gommone di quattro ore. Un gommone veloce da Palau o La Maddalena intorno alle isole minori del parco marino, con soste per il bagno. Circa 4 ore — ideale per mezza giornata da abbinare a una visita a Caprera.

La pagina dei tour le elenca tutte con i prezzi aggiornati, e la nostra guida a gite in barca e spiagge racconta le isole che si raggiungono via mare.

Fotografia

  • Il porto e Cala Gavetta, con le barche davanti alle facciate della città.
  • Via Garibaldi e le stradine alle sue spalle, soprattutto la sera.
  • La piazza della chiesa, con la chiesa di Santa Maria Maddalena.
  • Le pinete e il granito di Caprera, e la vista verso La Maddalena dal ponte-diga.
  • La Casa Bianca a Caprera, dal parco del Compendio.

Mangiare e dormire

La città è la base migliore dell’arcipelago per le serate fuori, con ristoranti e bar intorno a Piazza Umberto I, Via Garibaldi e il porto. Alloggiare sull’isola significa poter visitare Caprera presto, prima che arrivino i visitatori giornalieri, e partecipare alle gite in barca che partono dalla stessa La Maddalena. In estate prenota in anticipo, perché camere e tavoli vanno a ruba.

Una giornata a terra

  • Mattina: oltre il ponte-diga fino a Caprera per il tuo turno prenotato al Compendio Garibaldino; calcola circa 45–50 minuti.
  • Tarda mattinata: prosegui fino al Memoriale nel forte Arbuticci, a circa quattro chilometri; calcola circa un’ora.
  • Pranzo: di nuovo in centro a La Maddalena, intorno a Piazza Umberto I.
  • Pomeriggio: la chiesa di Santa Maria Maddalena e i doni di Nelson, una passeggiata fino a Cala Gavetta e un bagno a Bassa Trinità o allo Spalmatore.
  • Sera: Via Garibaldi al tramonto, o il traghetto per tornare a Palau.

Consigli pratici

  • Prenota il Compendio in anticipo; gli ingressi sono a turni di 20 persone.
  • Ricorda la chiusura domenicale dei musei garibaldini.
  • Organizza gli spostamenti verso Caprera, soprattutto per il Memoriale, raggiungibile solo in auto, in moto o in bicicletta.
  • Prenota una guida abilitata per Cala Coticcio o Cala Brigantina, e paga il contributo al parco di 3,00 €.
  • Vieni il 22 luglio per la festa della patrona, oppure evitalo se preferisci una città più tranquilla.

Con i bambini

Di solito ai bambini piacciono il tragitto in auto sul ponte-diga fino a Caprera, le capre tra i pini e le storie di Garibaldi. La visita al Compendio è breve, circa 45–50 minuti, e il biglietto ridotto costa 2,00 €. Abbinala a un bagno in una spiaggia vicino al centro per una giornata equilibrata.

Accessibilità

Il centro intorno al porto e a Piazza Umberto I è raccolto e in gran parte pianeggiante. A Caprera, il Compendio comprende la casa, il parco all’aperto e il cimitero; al momento della prenotazione chiedi informazioni sull’accesso per i visitatori con mobilità ridotta. Il Memoriale si raggiunge su strada, mentre i sentieri per Cala Coticcio e Cala Brigantina sono accidentati e non adatti alle sedie a rotelle.

Domande frequenti

Quanto costa il museo di Garibaldi a Caprera?

Il biglietto per il Compendio Garibaldino costa 8,00 € (ridotto 2,00 €); il biglietto cumulativo con il Memoriale costa 13,00 €.

Bisogna prenotare il Compendio Garibaldino?

La prenotazione è vivamente consigliata: gli ingressi sono a orario, per un massimo di 20 persone ogni 15 minuti.

Cosa donò Nelson alla chiesa di La Maddalena?

Doni tra cui un crocifisso e dei candelieri d’argento, conservati nella chiesa di Santa Maria Maddalena.

Napoleone combatté a La Maddalena?

Sì. Nel 1793 una spedizione francese di cui faceva parte Napoleone tentò senza successo di conquistare l’isola; fu la sua prima esperienza di combattimento.

Come si arriva a Caprera?

Su strada: Caprera è collegata a La Maddalena da un ponte-diga.